Dell'Arte e della sua natura

Perché dell'arte, perché questa esiste? Perché di fronte ad un'immagine, tratto o scatto che sia, io la riconosco, so che è lei, calma il mio oceano interiore o crea la burrasca? È nella creazione che sta il mistero, nella necessità di creare, che procede dal primo creatore? Egli ci ha creati a sua immagine e somiglianza e dunque creatori a nostra volta: noi si crea così, ogni giorno, si crea tutto ciò che in qualche modo ci torni utile. Ma l'arte è l'eccezione alla regola, l'arte è la quintessenza della creazione e non serve a nulla, è semplicemente necessaria.

E le arti figurative, non sono forse a loro volta il condensato di ciò che non serve? Perchè riprodurre ciò che è visibile? Se davvero bastasse guardarsi intorno per vedere ciò che ci circonda, ci bastasse per conoscerlo e impararlo, per capirlo, viverlo e amarlo, perchè allora continuare a riprodurlo?

Dunque ammettiamolo: vivere non basta e la realtà è una menzogna; l'unico indizio della possibilità del divino ci viene dall'arte, che è rivelazione: svela la capacità di incanto, la capacità di riconoscere attraverso uno sguardo altro un frammento di verità incontrovertibile. E allora ecco, che ogni giorno mi si ripete la stessa domanda, e ogni giorno ci scavo attorno, metto puntelli, sostengo e distruggo tutto questo cantiere perché mi si disveli ancora e ancora... e se un giorno trovassi risposta, sarebbe comunque un segreto troppo grande per parlarne con chiunque.

Carlo Moretto - autoritratto